La vivacità, la tecnica e la precisione di un Sassuolo solo apparentemente rimaneggiato hanno scatenato inevitabilmente un certo dibattito nel post partita del match di Ferrara contro la SPAL. Che la squadra di De Zerbi abbia meritato di uscire dal “Mazza” con tre punti non ci piove e può essere interessante analizzare meglio quali sono stati gli aspetti di gioco più interessanti proposti dai neroverdi.
Forse a sorpresa, De Zerbi fa turnover, lasciando a riposo giocatori come Boateng e Berardi per schierare un attacco composto da Babacar come punta centrale con Boga e Djuricic a supporto. Il Sassuolo si è presentato in campo con uno schieramento 3-4-3: difesa a tre non inusuale dato che il tecnico bresciano, di solito, tende a variare il numero di difensori centrali in funzione del numero di attaccanti schierati dall’avversario. Contro una SPAL che impiegava due punte come Antenucci e Petagna ecco quindi De Zerbi utilizzare una difesa con tre centrali in Marlon, Magnani e Ferrari. Centrocampo e attacco erano disposti secondo una struttura 4-2-1 con due trequartisti a ridosso di Babacar. La fase di costruzione è stata affidata ai tre difensori centrali insieme ai due interni di centrocampo, mentre gli esterni Adjapong e Rogerio assumevano una posizione tale da garantire ampiezza.
[Un minuto di Sassuolo con: riconquista della palla, uscita dalla pressione avversaria, giro palla da sinistra e destra e ritorno a causa della zona chiusa, palla nel mezzo spazio sinistro a Boga, rapida circolazione intorno all’area di rigore e occasione mancata]
In fase offensiva si può dire che De Zerbi ricerchi una buona struttura posizionale che permetta alla sua squadra di occupare tanto il centro del campo quanto le fasce e i mezzi spazi. Quest’ultimo compito, contro la squadra di Leonardo Semplici, era affidato ai due trequartisti Boga e Djuricic, naturalmente posizionati per soddisfare tale richiesta.
La pressione sui portatori di palla ferraresi è comunque sempre stata piuttosto buona e questo ha contribuito a ingolfare la manovra offensiva della squadra di Semplici, non nella sua serata migliore soprattutto in fase di impostazione.
Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Nel 2018 ha inaugurato il suo blog personale, La Gabbia di Orrico. Interviene anche su Radio Rosa Toscana e Italia7 ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.