Quando si tratta di calciomercato è sempre il caso di utilizzare il condizionale, accompagnato da tutte le formule dubitative del caso. Lo dimostra (ancora una volta) la narrazione della trattativa – se così la si può chiamare – tra SPAL e Lazio per il passaggio di Mohamed Fares (1996) in biancoceleste. Da almeno un paio di settimane i vari siti che campano di notizie di mercato danno la trattativa “ai dettagli”, quando in realtà di sviluppi sostanziali non ce ne sono stati dopo i primi contatti tra le due società.
Resta però da fare i conti con le aspettative della SPAL, che per il momento non intende fare grandi sconti per uno dei suoi giocatori di maggior valore. Fares viene valutato non meno di 10 milioni ed è una cifra che la Lazio non intende scucire. I ds Zamuner e Tare hanno discusso di potenziali contropartite tecniche per abbassare il prezzo, ma le uniche soluzioni plausibili (Kiyine, Lombardi, Palombi) per vari motivi non sembrano poter rientrare nell’equazione con eguale soddisfazione delle parti. Di per sé la SPAL non sembra aver particolare fretta di sbarazzarsi di Fares, mentre l’impazienza di Simone Inzaghi – che si aspetta rinforzi dopo la qualificazione in Champions League – potrebbe giocare un ruolo significativo sulla strategia della Lazio. A maggior ragione se si considera che la squadra ha iniziato martedì la preparazione ad Auronzo di Cadore e sta entrando nella fase cruciale del precampionato.
La cessione di Fares rappresenterebbe il primo passaggio della complessa operazione di riduzione del monte ingaggi che attende il direttore sportivo Giorgio Zamuner. L’obiettivo della SPAL è infatti quello di cedere gli elementi più onerosi per il bilancio, come Bonifazi, Valoti, Berisha, Murgia, Castro e Paloschi e muoversi in contemporanea sul mercato in entrata per consentire a Pasquale Marino di lavorare il prima possibile con il gruppo che dovrà affrontare il prossimo campionato di serie B.