foto Gianni Mattonai
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Nel posticipo del 17° turno in programma lunedì 2 dicembre (ore 20:30), la SPAL è pronta a far visita al Pontedera di mister Menichini. I padroni di casa arrivano da un momento di forma totalmente opposto a quello dei biancazzurri viste le sei partite consecutive senza vittoria, tra cui anche le due ultime due pesanti sconfitte nei derby con Lucchese e Pianese. Per capire cosa aspettarci dalla squadra toscana abbiamo sentito il collega Stefano Scarpetti de Il Tirreno.

Il Pontedera arriva alla partita di lunedì in un momento di grossa difficoltà certificato dalle sei gare consecutive senza vittoria. Che tipo di atteggiamento ti aspetti dalla squadra considerando anche che la vittoria davanti al proprio pubblico manca addirittura dall’8 settembre (4-1 contro il Sestri)?
“I problemi dei risultati casalinghi sono un qualcosa che il Pontedera si porta dietro dal girone di ritorno della passata stagione visto che da febbraio 2023 la squadra ha ottenuto solamente tre successi al Mannucci: con la SPAL a marzo in pieno recupero, con l’Ancona a inizio aprile e proprio con il Sestri Levante a settembre. Aprendo il discorso con una piccola parentesi, purtroppo è stato un inizio di campionato molto difficile in cui le prestazioni sono state sicuramente viziate dalla paura nel trovarsi in una posizione di classifica inaspettata. Oggi il Pontedera ha assoluta necessità di fare punti al di là dei problemi legati al rendimento di alcuni giocatori importanti e alle tante assenze per infortuni che hanno inasprito gli animi, portando anche ad un eccessivo nervosismo in campo e annesse squalifiche pesanti: mi riferisco a quella di Martinelli per tre turni e quella di Ragatzu addirittura per quattro”.

“Tornando sul tema dell’atteggiamento, credo sia difficile da capire se la squadra vorrà pungere su ripartenza o proporre il proprio gioco fin dai primi minuti. A Lucca la squadra è partita esponendosi e attaccando, quando invece la strategia imposta dal mister era giocare principalmente di rimessa. Il fatto che la squadra fatichi a centrocampo potrebbe indurre il cercare le ripartenze grazie alla velocità degli esterni e soprattutto grazie alla fisicità di Italeng. Al netto del modulo che potrà essere un 352 o un classico 442 è tutto ancora molto incerto, anche perché in base agli episodi il canovaccio tattico cambierà durante il corso della partita”.

Dopo l’esonero di Agostini di inizio ottobre la società ha deciso di affidare la panchina a un tecnico esperto come Menichini, artefice dell’impresa salvezza con la Turris nell’anno precedente. Credi che alla lunga il suo modo di giocare offensivo possa giovare alla squadra?
“Probabilmente l’idea sarà cercare una via di mezzo tra il gioco offensivo proposto dal mister e una concreta necessità nel difendere con maggiore solidità. Il Pontedera ha un reparto difensivo con un’età media alta e per questo credo che centralmente si faccia parecchio fatica. Poi se a questo si aggiunge che la squadra commette tanti errori in fase di costruzione e di semplici letture difensive, la situazione diventa ancora più complessa. Con la Pianese sono stati presi due gol a difesa schierata quindi per questo credo che sia principalmente un problema di concentrazione. L’obiettivo di Menichini è quello di cercare il giusto equilibrio in tutti i reparti, raccogliere più punti possibili e aspettare il mercato invernale dove dovranno essere effettuate numerose operazioni, visto che ha a disposizione una rosa molto corta: il Pontedera è infatti una delle squadre che ha effettuato meno sostituzioni nel girone”.

A tuo modo di vedere il Pontedera ha le carte in regola per riuscire a raggiungere la salvezza senza disputare i playout? Quali erano i reali obiettivi posti dalla società ad inizio stagione?
“Da quando è arrivato a inizio ottobre, mister Menichini ha più volte ribadito che bisogna essere pronti a soffrire fino alla fine, forse facendo intendere che questa squadra deve essere preparata mentalmente a un eventuale playout. L’obiettivo concreto del Pontedera deve essere quello di mantenere la categoria, ma sono completamente d’accordo con il mister nel dire che ci sarà da soffrire fino alla fine: ci sono squadre importanti nell’attuale lotta salvezza a partire dal Milan Futuro fino ad arrivare ad Ascoli, SPAL e Perugia. Sono tutte squadre che oggettivamente hanno un blasone diverso dal Pontedera e almeno una di queste credo che rimarrà in queste pericolose posizioni. Non chiudo la porta a un’eventuale svolta clamorosa, ma oggi la dirigenza sa quali sono i reali rischi in cui si può incorrere. La società già ad inizio anno aveva detto che l’obiettivo era il raggiungimento di una salvezza tranquilla, ma se esoneri l’allenatore dopo otto partite, credo che sia chiara la frustrazione circa quello che pensavi di aver costruito…”.

Al di là dei singoli dove in estate si è perso un giocatore importante come Del Pupo, cosa sta mancando a questa squadra rispetto alla buona stagione dell’anno passato?
“Senza mancare di rispetto agli allenatori di quest’anno, Max Canzi ha fatto un qualcosa di incredibile, portando a rendere al massimo i giocatori e facendoli crescere anche come persone. Mi dispiace che la gente non abbia percepito la straordinarietà del suo lavoro: quando si pareggiava o si perdeva nel girone di ritorno c’erano sempre grossi mugugni che reputo senza senso. Poi per quanto magari non è mai bello soffermarsi sui singoli, la squadra ha perso veramente tanti giocatori importanti. Del Pupo era un giocatore che per questa categoria non c’entrava nulla e per questo è andato nel massimo campionato belga, Calvani è andato al Brescia, Angori sta giocando con grande continuità al Pisa e Ignacchiti è passato alla Reggiana. Erano elementi eccellenti e probabilmente oggi non si è trovata la quadra anche dal punto di vista tattico con i nuovi. Lo stesso ds Zocchi lo ha ammesso e per questo il mercato invernale sarà parecchio importante”.

Quali sono i giocatori che la SPAL dovrà temere maggiormente alla luce dello stato di forma dei singoli?
“Il primo nome che ti faccio è sicuramente quello di Italeng che è un cavallo pazzo nel bene e nel male. Ha qualità atletiche straripanti, tecnicamente non è eccelso e tatticamente è un po’ confuso, ma è un attaccante che sicuramente vede bene la porta. Ianesi è altrettanto una mina vagante che ha sempre il dribbling in canna e può sempre tirare fuori la giocata importante. Altri nomi forse un po’ meno pubblicizzati sono quelli di Perretta, Sala e Corona”.

Restando sul tema dei singoli, tra grandi aspettative in estate a Pontedera è arrivato l’esperto Ragatzu che sta deludendo visto il numero zero nella voce gol segnati. Credi che sia una situazione semplicemente figlia dei risultati di squadra ?
“Non credo che Ragatzu sia in fase calante da un punto di vista fisico e anche se lo fosse lo vorrei sempre dalla mia parte. Il problema è sicuramente mentale perché se non scatta quella molla non riesci a esprimerti e forse è un fattore essere uscito dalla Sardegna dopo quasi otto anni. L’ambientamento può essere stato difficile e il successivo addio di mister Agostini che lo aveva fortemente voluto può avere peggiorato la situazione. Purtroppo non si sta esprimendo come vorrebbe e questo è un grande peccato perché è una persona squisita oltre che ad essere uno dei pochi giocatori che tecnicamente è veramente di un livello superiore per questa categoria”.

PROBABILE FORMAZIONE (352): Tantalocchi; Guidi, Espeche, Martinelli; Peretta, Pietra, Ladinetti, Sala, Ambrosini; Ianesi (Corona), Italeng.
INDISPONIBILI: Varrascech, Marrone, Sarpa.
SQUALIFICATI: Ragatzu.



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